La scrittura di esperienza e la memoria del corpo

 

A differenza dell’autobiografia, che lavora sui ricordi, sulla loro messa in forma all’interno di una narrazione, di un senso compiuto, quella che ho chiamato più volte scrittura di esperienza” tenta di spingersi in prossimità delle zone più nascoste alla coscienza, affidandosi a frammenti, schegge di pensiero, emozioni, che compaiono proprio quando si opera una dispersione del senso. Parlare della relazione uomo-donna, del legame ambiguo tra amore e violenza – ma più in generale di tutte le passioni che hanno il corpo come parte in causa- vuol dire far luce su una memoria del corpo che resta generalmente confinata in una “naturalità” astorica: la nascita, l’infanzia, i ruoli sessuali, l’amore, l’invecchiamento,la malattia, la morte. E’ quello che potremmo definire l’“impresentabile della vita” o le “viscere della storia”, di cui si vedono oggi i riflessi deformati, banalizzati, nell’industria dello spettacolo, nella pubblicità, nel populismo, nel sessismo e nel razzismo, ma su cui sembra difficile produrre cultura e cambiamenti.
 
Come è stato per la pratica dell’autocoscienza e pratica dell’inconscio –nel femminismo degli anni ’70- , di cui la “scrittura di esperienza” si può considerare il prolungamento o la ripresa, si tratta di imparare a leggere nei nostri scritti la scrittura dell’inconscio, collocare la parola scritta dentro al storia del corpo, creare un luogo in cui sia possibile mettere in scena il sogno e il suo svelamento. In altre parole, si tratta di recuperare la sfera dei sentimenti, delle emozioni, dei sogni, dell’immaginario, oltre che come consapevolezza, come “valore”, parte integrante dei nostri giudizi, della nostra formazione intellettuale, delle nostre scelte; sottrarla alla svalutazione che la vede ancora oggi come “sentimentalismo” o “miseria” femminile.
 

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Lea Melandri

Nata a Fusignano (Ravenna) nel 1941, vive a Milano dal 1967. Ha insegnato in vari ordini di scuole e nei corsi per adulti. Tiene attualmente corsi presso l’Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano, di cui è stata promotrice insieme ad altre fin dal 1987 e di cui oggi è presidente.

Nel 1971 diventa redattrice, insieme allo psicanalista Elvio Fachinelli, della rivista omonima (1971-1978), di cui ha curato recentemente un’antologia: L’erba voglio. Il desiderio dissidente, Baldini & Castoldi 1998.

Prende parte attiva al movimento delle donne negli anni ’70. Di questa ricerca sulla problematica dei sessi, che continua fino ad oggi, sono testimonianza le pubblicazioni:

L’infamia originaria, edizioni L’erba voglio 1977 (Manifestolibri 1997, 2018);

Come nasce il sogno d’amore, Rizzoli 1988 (ristampato da Bollati Boringhieri, 2002);

Lo strabismo della memoria, La Tartaruga edizioni 1991;

La mappa del cuore, Rubbettino 1992;

Migliaia di foglietti, Moby Dick 1996;

Una visceralità indicibile. La pratica dell’inconscio nel movimento delle donne degli anni Settanta, Fondazione Badaracco, Franco Angeli 2000;

Le passioni del corpo. La vicenda dei sessi tra origine e storia, Bollati Boringhieri 2001;

Preistorie. Di cronaca e d’altro, Filema 2004;

lettura a M.Fraire, R:Rossanda, La perdita,Bollati Boringhieri, 2008;

Amore e violenza. Il fattore molesto della civiltà, Bollati Boringhieri 2011

Alfabeto d’origine, Neri Pozza 2017,

Love and Violence, Suny Press,New York 2019.

 

Ha tenuto rubriche di posta su diversi giornali e ha diretto, dal 1987 al 1997, la rivista "Lapis. Percorsi della riflessione femminile”, di cui ha curato, insieme ad altre, l’antologia Lapis.Sezione aurea di una rivista, Manifestolibri 1998.

Collaboratrice dal 2000 al 2004 del mensile “Carnet”, e attualmente di varie testate, tra cui: Alfabeta, Internazionale, Il Manifesto, Il Riformista, Corriere della sera, Blog 27esima ora (corriere.it) www.universitadelledonne.it

 

Attualmente è presidente della Libera Università delle donne di Milano.

Nel 2012 ha ricevuto dal Comune di Milano l’Ambrogino d’oro come “teorica

femminista”. E’ cittadina onoraria di Carloforte, Isola di San Pietro.

26/03/2021

La Casa (S)piazza

Ore 17:30 - 19:00

Organizza: Casa Internazionale delle Donne