Pandemia: la divisione sessuale del lavoro è la ‘normalità’ a cui non vogliamo tornare

 

 

Che la cura sia stata considerata, nel privato come nel pubblico, il destino femminile, in quanto “naturale” estensione della maternità, un dono d’amore e non un aggregato della grande economia, le economiste femministe lo dicono da anni, senza ignorare per questo le implicazioni soggettive: il potere di indispensabilità e il senso della propria esistenza,
che la dedizione all’altro è diventata per le donne stesse.

Che cosa è cambiato nella situazione attuale? Perché il coronavirus ha portato allo scoperto legami che già esistono ma rendendoli al medesimo tempo così sfuggenti?


C’è una difficoltà evidente, per chi ha conosciuto una sottomissione di secoli, a uscire da quella che chiamiamo guerra tra poveri.
La contraddizione che vede le donne esaltate immaginativamente e storicamente inesistenti –per usare le parole di Virginia Woolf- pesa ugualmente su madri e maestre, così come su tutte le donne impegnate nei servizi alla persona, dalle infermiere, alle assistenti familiari e sociali.

Sono loro ad aver affrontato finora i maggiori rischi, nel rapporto con anziani e malati, il maggior carico di lavoro, sia in casa che fuori, in una
vicinanza troppo stretta o in una forzata lontananza dai loro affetti. Che la conciliazione tra famiglia e lavoro, in quanto interna alla logica produttivistica del capitale e alla conservazione della famiglia come luogo naturale del compito di cura della donna, fosse una strada senza uscita, era già alla coscienza di tante donne prima che la pandemia lo portasse all’evidenza con scelte solo apparentemente contrastanti. La divisone sessuale del lavoro, ragione prima della violenza visibile come di quella manifesta sulle donne, è la normalità di cui non dovremmo augurarci ma temere il ritorno.

 

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Lea Melandri

Nata a Fusignano (Ravenna) nel 1941, vive a Milano dal 1967. Ha insegnato in vari ordini di scuole e nei corsi per adulti. Tiene attualmente corsi presso l’Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano, di cui è stata promotrice insieme ad altre fin dal 1987 e di cui oggi è presidente.

Nel 1971 diventa redattrice, insieme allo psicanalista Elvio Fachinelli, della rivista omonima (1971-1978), di cui ha curato recentemente un’antologia: L’erba voglio. Il desiderio dissidente, Baldini & Castoldi 1998.

Prende parte attiva al movimento delle donne negli anni ’70. Di questa ricerca sulla problematica dei sessi, che continua fino ad oggi, sono testimonianza le pubblicazioni:

L’infamia originaria, edizioni L’erba voglio 1977 (Manifestolibri 1997, 2018);

Come nasce il sogno d’amore, Rizzoli 1988 (ristampato da Bollati Boringhieri, 2002);

Lo strabismo della memoria, La Tartaruga edizioni 1991;

La mappa del cuore, Rubbettino 1992;

Migliaia di foglietti, Moby Dick 1996;

Una visceralità indicibile. La pratica dell’inconscio nel movimento delle donne degli anni Settanta, Fondazione Badaracco, Franco Angeli 2000;

Le passioni del corpo. La vicenda dei sessi tra origine e storia, Bollati Boringhieri 2001;

Preistorie. Di cronaca e d’altro, Filema 2004;

lettura a M.Fraire, R:Rossanda, La perdita,Bollati Boringhieri, 2008;

Amore e violenza. Il fattore molesto della civiltà, Bollati Boringhieri 2011

Alfabeto d’origine, Neri Pozza 2017,

Love and Violence, Suny Press,New York 2019.

 

Ha tenuto rubriche di posta su diversi giornali e ha diretto, dal 1987 al 1997, la rivista "Lapis. Percorsi della riflessione femminile”, di cui ha curato, insieme ad altre, l’antologia Lapis.Sezione aurea di una rivista, Manifestolibri 1998.

Collaboratrice dal 2000 al 2004 del mensile “Carnet”, e attualmente di varie testate, tra cui: Alfabeta, Internazionale, Il Manifesto, Il Riformista, Corriere della sera, Blog 27esima ora (corriere.it) www.universitadelledonne.it

 

Attualmente è presidente della Libera Università delle donne di Milano.

Nel 2012 ha ricevuto dal Comune di Milano l’Ambrogino d’oro come “teorica

femminista”. E’ cittadina onoraria di Carloforte, Isola di San Pietro.

 

25/03/2021

La Casa (S)piazza

Ore 17:30 - 19:00

Organizza: Casa Internazionale delle Donne